29.8.08

londra

a domanda racconto.

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venerdì si arriva in formazione sparsa -e vagamente stordita- all'esercitazione estiva della SF convocata dal orologiaio colonnello miope in quel di londra.

l'alloggio (carino e non caro) è predisposto a golders green in un b&b gestito da una matrona dallo sguardo vacuo (se non dell'anima, in questo caso, gli occhi sono lo specchio dell'intelletto).

pranziamo in zona, kasher mediorientale.

la più rilevante frattura del gruppo si verifica subito, da una parte chi parteggia per starbucks, dall'altra chi preferisce caffè nero; caffè nero vince nettamente il confronto grazie alle tessere fedeltà (di cui ne riempiremo parecchie nel corso del lungo weekend).

la prima ricognizione, per prendere confidenza con il territorio, a camden town dove scopriamo che i punk vogliono soldi per farsi fotografare e che ho lo stesso look dei poliziotti locali in borghese, visitiamo il mercatino di puttanate multietniche e poi sosta pub, su un canale affluente del tamigi.

si va da foyles -forse la più importante libreria del globo- dove lasciamo un po' di biglietti da 100 £ in cambio di alcunoi kg di libri e di corsa all'appuntamento con il luogotenente inminorana.

ci si incontra in un pub che una volta era una banca (o viceversa, dall'abbigliamento dei clienti non si riesce a capire) e qui iniziano i giri di birra, tipica usanza inglese che costringe la gente a tante pinte quanti sono i partecipanti (vivessi là limiterei moltissimo le mie relazioni sociali), ma dobbiamo andare di fretta perchè abbiamo la cena prenotata: indiano-chic.

si torna alla base, fortuna che l'underground funziona fino a tardi.

e fu notte, e fu mattina.

sabato mattina prendiamo il traghetto per fare westminster-greenwich, la meta è l'osservatorio astronomico e il meridiano ma -si sa- "la via più breve fra due punti passa sempre per un mercatino", anche qui un po' di cazzatelle multietniche e -soprattutto- cibo, quindi spuntino: chi giapponese, chi vietnamita, chi cajun mentre si discute di arte moderna.

pedalata in salita per vedere l'osservatorio, foto rituale sul meridiano, museo dell'osservatorio, camera oscura e si torna indietro, anzi no: appena scesi, sosta pub e arriva candide che vuole vedere anche lei la linea e viene accompagnata da inminoranza e da rosalucsemburg che pur di non staccarsi dal polpaccio di inminoranza (discutono ancora di arte moderna) si fa un'altra volta la salita fino all'osservatorio.

noialtri (tarpaulin, l'orologiaio e me) ci spalmiamo sul prato.

scendono, rosa è ancora attaccata al polpaccio di inminoranza, si vede l'osso.

di corsa al traghetto, che è l'ultimo e non possiamo perderlo, è l'unico mezzo per arrivare in orario a IL ristorante.

trattasi di giamaicano piuttosto esclusivo -prenotato con 6 settimane di anticipo e un acconto rilevante- che pretende (e ottiene) il nostro arrivo fra le 21.00 e le 21.15!

beh, i più arriviamo in orario (altrimenti il colonello ci avrebbe svegliato alle 4.00 per 5 giri di isolato e 500 flessioni) qualche aggiunto arriva un po' più tardi e, mentre rosa e in minoranza (che ormai non ha polpacci) discutono di politica, il resto del mondo si informa sui primipari tardivi, io pasteggio con gamberoni e mojitos.

e fu notte e fu mattina.

domenica notting hill carnival, carri con reggae a palla, ballerine giamaicane di varie età, turisti e autoctoni a vari livelli di saturazione alcolica e non solo, guerra a secchiate di cioccolato e carretti di cibo, che noi -ovviamente- proviamo: libanese e (ancora) giamaicano.

l'orologiaio ci raggiunge e ci dirotta a villa nerd dove qualcuno si cura le vesciche ai piedi, altri provano a invocare il piccolo popolo (con l'idea di avvelenarlo con le cicche).

ora di cena, il luogotenente porta un primo gruppo al ristorante mentre l'orologiaio, candide e io restiamo in villa a discutere di botanica in attesa del secondo viaggio.

il ristorante è un very typical pub con tanto di fantasma annesso, rosa e inminoranza discutono di politica (avendo finito le gambe rosa è attaccata a una spalla di inminoranza).

è troppo tardi per l'underground, per tornare al b&b prendiamo una microcar, cercando di non farci stuprare né rapinare, visto che riusciamo a sfangarla paghiamo le 8 sterline della corsa con monetine da un penny.

e fu notte e fu mattina.

lunedì abbiamo due mete: carnaby st. e il modern tate, nella prima devo trovare un posto che negli ultimi tempi ha traslocato un paio di volte.
lo troviamo, dieci minuti per scattare le foto che volevo e poi di corsa alla tate che è il posto più lontano da una qualunque fermata di metro che si possa trovare a londra.
a me è piaciuto molto.

ci raggiungono l'orologiaio e inminoranza che trovo a discutere con rosa.
inminorana sembra appena uscito dal set di un film di george romero.

scappiamo al b&b per prendere i bagagli e poi all'aeroporto (arriveremo a roma quasi 24 ore dopo, ma questa è un'altra storia).

7 commenti:

Palmiro Pangloss ha detto...

Quasi 24 ore di viaggio? Come mai?

maus ha detto...

non ho scritto che il viaggio è durato 24 ore (anzi, il volo ci ha messo 15' meno del dovuto) ma che siamo arrivati quasi 24 ore dopo.
ma è un'altra storia...

MMAX ha detto...

Sparare al colonnello no?

ipazia ha detto...

un po' rosico, si.

The colonel ha detto...

Il colonnello se volete vi organizza un raduno al mare in puglia. Flessioni alle quattro del mattino garantite :)
Mmax non e' invitato.

Maus: ma quindi avete perso l'aereo? Non indaghero' oltre su come siano state passate queste 24 ore misteriose a Stanstead.

tupaia ha detto...

perche' non e' comparso l'altro commento?

maus ha detto...

perchè non l'avevo ancora approvato, signor colonnello!