17.11.08

cibo da strada

penso il cibo da strada -in italia- in modo binario: pochissime punte di eccellenza che galleggiano in un baratro fra l'indecente e il pericoloso.

da una parte ci sono un porchettaro -o una piadineria o altro- che merita il viaggio e, dall'altra, un'infinità di caminocini che vendono vere schifezze intorno agli stadi o ai musei.

per lo più capita di mangiare un panino che urla vendetta accompagnato da una bibita sintetica, qualche volta un cartoccio di oneste caldarroste, mai -se non nei casi di vero e proprio turismo gastronomico- un'esperienza sensoriale degna di nota.

poi può capitare che, all'estero, s'incontri un banchetto che vende, appunto, cibo da strada e può anche darsi che si decida di non mangiarlo ma se ci si ferma...


qual è il contrario di madeleine?

invece di cibo che fa rievocare il proprio passato voglio dire cibo che fa ripensare il proprio futuro.

i dolci di proust sono a forma di conchiglia come le ostriche della normandia che -nella foto- sono accompagnate da un bicchiere di sancerre (
il thé non ci sta bene).


5 commenti:

farlocca farlocchissima ha detto...

vicino a chatelet, nella preistoria quando vivevo a parigi, c'era un carrettino cinese con degli involtini primavera in sfoglia di riso, cotti al vapore, uno di quelli e un bicchiere di carta con il te' verde... ecco a gennaio era come rinascere :-)

Anonimo ha detto...

..hai deciso di trasferirti in Francia..?

Non nascondo che io, piu'che per le ostriche da strada, provo nostalgia per il porchettaro.
FY

maus ha detto...

la francia, la spagna, chissà...

il contesto, italiano in generale e romano in particolare, è devastato e credo che il cambiamento sia -in sé- una cosa positiva.

ho amici italiani sparsi per il mondo e felici della loro scelta, e io sono felice per loro.

rosalux ha detto...

la madeleine al contrario, LOL

farlocca farlocchissima ha detto...

vedi di restare entro 3 ore di aereo da roma che se no poi è complicato venire a romperti le scatole ;-)